Review in "Phisics World" - Infinite Instances: Studies and Images of Time - Italian Translation


Istanze infinite: studi e immagini sul tempo

 
 

Infinite Instances: Studies and Images of Time
A cura di Olga Ast
2011, Editore Mark Batty Publisher, 224pp

www.infiniteinstances.com   
www.infiniteinstances.com/infinite_instances_review   
www.physicsworld.com/cws/article/print/2012/aug/23/reflections-on-time

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Riflessioni sul tempo

La conferenza ArcheTime non Ć stata un classico convegno frequentato da  fisici.
L'evento del giugno 2009, organizzato dall'artista concettuale Olga Ast, ha raccolto piŁ di 70 persone di formazione molto diversa, artisti, filosofi, scrittori, fotografi e registi, oltre che scienziati. Accanto al programma di presentazioni e tavole rotonde, una mostra parallela esponeva opere d'arte, installazioni e animazioni fatte da artisti quali Jesse Stewart, pluripremiato percussionista, compositore e improvvisatore, Ken Jacobs, regista sperimentale, e Ast stessa.

Tanta interdisciplinarietł era necessaria perchĆ il tema della conferenza era il tempo - e per citare George Musser, scrittore scientifico (e partecipante), "la nostra esperienza del tempo Ć cosô fondamentale e misteriosa da richiedere tutte le discipline di ricerca per poterla afferrare". Adesso, tre anni piŁ tardi, Ast ha pubblicato "Infinite Instances: Studies and Images of Time" - un bellissimo libro illustrato che raccoglie in un solo volume i numerosi contributi ad ArcheTime.

Come la conferenza stessa, il libro affronta il tema del tempo da molti punti di vista, raccogliendo voci tecniche di scienziati cosô come risposte creative date da artisti e geniali esperimenti di progettisti. Ad una prima occhiata la raccolta di saggi visivi e testuali non sembra organizzata secondo uno schema particolare, ma via via emerge una dicotomia. Da un lato il tempo viene rappresentato come un'esperienza organica, vitale, in movimento e in crescita - per esempio in My Time (Il mio tempo) di Catincalea, un orologio contiene alghe vive che crescono a velocitł diverse secondo la quantitł di calore e luce che ricevono.

Dall'altro, il tempo puś essere rappresentato attraverso schemi  e diagrammi complessi, apparecchi di misurazione e sistemi di visualizzazione di dati. Un esempio si ritrova nel saggio "Space-time imagery in art and science" (Immagini dello spazio-tempo nell'arte e nella scienza), in cui il fisico Norman Zabusky dimostra come le celebri cronofotografie di Edward Muybridge abbiano ispirato non solo il dipinto "Nudo che scende le scale, No 2" di Marcel Duchamp, ma anche le immagini di movimento dei fluidi del fisiologo Etienne-Jules Marey e il lavoro stesso di Zabusky (in collaborazione con il collega Martin Kruskal) sulle "visiometrie", o le visualizzazioni e quantificazioni di oggetti amorfi in evoluzione.

Per me, perś, uno dei contributi piŁ affascinanti del libri arriva da una grafica, Camilla Torna, che ha messo in atto un "esperimento" in cui chiede a molte persone - di etł compresa tra i 3 e i 72 anni - di disegnare la loro interpretazione del tempo. I risultati sono organizzati nel database Visualizing Time, e di questi 25 esempi compaiono nel libro. Spaziando da un solo punto su una pagina bianca fino a reti di onde, linee e cerchi disegnate con cura, i disegni (accompagnati da didascalie) restituiscono una mappa interessante delle reazioni creative, metaforiche e concettuali all'esperienza del tempo. Il contributo di Torna rivela sia la fascinazione che il tempo esercita  su di noi, sia la complessitł legata a coglierne l'essenza e a capirne il significato concettuale.

Esplorando le varie impostazioni presentate nel libro, una cosa diviene chiara. La questione chiave non Ć tanto cercare una definizione del tempo che vada bene per tutti. Piuttosto quanto vedere come il tempo venga vissuto e come lo si possa affrontare da prospettive diverse. Nel riunire voci provenienti da uno spettro di discipline diverse, il libro invita i lettori ad esplorare, indagare e riflettere liberamente sul tema in modo da esaltare tutta questa molteplicitł. "Infinite Instances" si rivolge sia ad un conoscitore della materia sia a un lettore non specializzato, ma soprattutto a chi lavora in modo interdisciplinare e a chi si occupa del rapporto tra arte e scienza.

Nota sull'autore: Fred Swist lavora come grafica senior presso 10P Publishing, che edita Physics World (la rivista "Il mondo della fisica" da cui Ć tratto l'articolo), www.fredswist.co.uk

Traducere de Camilla Torna, www.icastic.com/time/visualize.php